Le Certificazioni Agroalimentari Europee pugliesi, il tacco d’Italia scrigno d’Europa

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Nel nostro articolo Puglia, Oriente d’Italia vi abbiamo raccontato dei distretti agroalimentari di qualità e delle caratteristiche di questa splendida regione; un ulteriore approfondimento sulle certificazioni agroalimentari di qualità riconosciute dall’Unione Europea ci sembra, quindi, doveroso e costituirà l’introduzione al vasto e saporito panorama dei prodotti pugliesi certificati.

Come ci dice il Ministero delle Politiche Agricole dal suo sito internet, “l’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di prodotti agroalimentari a denominazione di origine e a indicazione geografica riconosciuti dall’Unione Europea”. Questo fatto dimostra non solo il forte legame con i nostri territori e l’eccellente qualità dei nostri prodotti, ma anche la cultura della salvaguardia e valorizzazione dell’ecosistema ambientale, sociale e produttivo che sottendono alle certificazioni assegnate.

La Denominazione di Origine Protetta (DOP) e l’Indicazione Geografica Protetta (IGP) offrono, perciò, maggiori garanzie ai consumatori attraverso la tracciabilità dei prodotti e un sistema di sicurezza alimentare verificato.
Sempre il Mipaaf, ci dice che sono 280 i prodotti italiani che si avvalgono dei marchi DOP, IGP, STG (che sta per Specialità Tradizionale Garantita) e ci segnala le banche dati online, le norme e tutte le novità relative.

Fra questi, i prodotti pugliesi non sono in numero esiguo, anzi; l’olio, inoltre, la fa da padrone, ma sono presenti anche ortaggi, frutta e formaggi e un favoloso pane rinomato in tutta Italia.

Ecco l’elenco presente sul sito del progetto aperto Qualigeo, nato nel 2006 nell’ottica dell’open data policy e in costante crescita grazie al supporto del Ministero delle Politiche Agricole:

  • Cipolla bianca di Margherita IGP, zona di produzione il territorio del comune di Margherita di Savoia (Barletta – Andria – Trani) e dei comuni di Zapponeta e Manfredonia (Foggia);
  • Patata novella di Galatina DOP, zona di produzione il territorio amministrativo dei Comuni di Acquarica del Capo, Alliste, Casarano, Castrignano del Capo, Galatina, Galatone, Gallipoli, Matino, Melissano, Morciano Di Leuca, Nardò, Parabita, Patù, Presicce, Racale, Salve, Sannicola, Taviano, Ugento, in provincia di Lecce;
  • Uva di Puglia IGP, zona di produzione tutte le province della regione Puglia per quanto attiene ai terreni posti al di sotto dei 330 m s.l.m.;
  • Carciofo brindisino IGP, zona di produzione situata in alcuni comuni della provincia di Brindisi;
  • Arancia del Gargano IGP, la zona di produzione comprende i comuni di Vico del Gargano, Ischitella e Rodi Garganico, nel tratto costiero e sub-costiero settentrionale del promontorio del Gargano, in provincia di Foggia;
  • Limone Femminello del Gargano IGP, la zona di produzione comprende i territori dei comuni di Vico del Gargano, Ischitella e Rodi Garganico, in provincia di Foggia;
  • Terre Tarentine DOP olio EVO, la zona di produzione, trasformazione e confezionamento dell’olio extravergine di oliva Terre Tarentine DOP comprende numerosi comuni situati sul versante occidentale della provincia di Taranto;
  • Clementine del Golfo di Taranto IGP, la zona di produzione comprende l’intero territorio dei comuni di Palagiano, Massafra, Ginosa, Castellaneta, Palagianello, Taranto e Statte, in provincia di Taranto;
  • Pane di Altamura DOP, la zona di produzione si estende ai territori compresi nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia, nei comuni di Altamura, Gravina di Puglia, Poggiorsini in provincia di Bari e Spinazzola, Minervino Murge in provincia di Barletta-Andria-Trani;
  • Caciocavallo Silano DOP, la zona di produzione è vasta e comprende le aree interne delle province di Crotone, Vibo Valentia, Catanzaro e Cosenza, nella regione Calabria; Avellino, Benevento, Caserta e Napoli, nella regione Campania; Isernia e Campobasso, nella regione Molise; Bari, Taranto e Brindisi, nella regione Puglia; Matera e Potenza nella regione Basilicata;
  • La Bella della Daunia DOP, ottenuta dalla varietà di olivo Bella di Cerignola, la sua zona di produzione comprende i comuni di Cerignola, Stornara, Stornarella e Orta Nova in provincia di Foggia e i comuni di San Ferdinando di Puglia e Trinitapoli in provincia di BarlettaAndria-Trani;
  • Terra d’Otranto DOP, olio EVO, la zona di produzione, trasformazione e confezionamento dell’olio extravergine di oliva Terra d’Otranto DOP comprende l’intero territorio della provincia di Lecce ed il territorio di diversi comuni delle province di Taranto e Brindisi;
  • Dauno DOP, olio EVO, la zona di produzione e trasformazione dell’olio extravergine di oliva Dauno DOP si estende a numerosi comuni della provincia di Foggia;
  • Terra di Bari DOP, olio EVO, la zona di produzione, trasformazione e confezionamento dell’olio extravergine di oliva Terra di Bari DOP interessa il territorio di alcuni comuni delle province di Bari e BarlettaAndria-Trani;
  • Collina di Brindisi DOP, olio EVO, la zona di produzione, trasformazione e confezionamento dell’olio extravergine di oliva Collina di Brindisi DOP comprende 8 comuni situati nella parte nord della provincia di Brindisi;
  • Canestrato pugliese DOP, la zona di produzione del Canestrato Pugliese DOP ricade nell’intero territorio della provincia di Foggia e in diversi comuni della provincia di Bari.

Questo meraviglioso elenco è già un buon punto di partenza per descrivere l’eccellenza mediterranea di cui la Puglia è fiera detentrice; non resta che attendere impazienti il prossimo articolo di approfondimento che porrà l’accento sui gustosi usi culinari che possono derivare da questi prodotti e sulle tradizioni ad essi correlate.

“La megghia cumbanagge jè l’apputite. ”

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Scienze, tecnologia, alimentazione, content marketing e social media sono le mie passioni. Suggestioni e progetti il mio motto. La cultura digitale non è tutto, ma la punteggiatura corretta è fondamentale. Se volete davvero commuovermi mostratemi un'astronave sullo sfondo degli anelli di Saturno o una burrata fresca di caseificio; non necessariamente in quest'ordine.

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