Legumi pugliesi fra nutrizione ed ecosostenibilità

0
866

La Puglia è una grande produttrice di legumi fra i quali alcune varietà antiche che spesso possono vantare certificazioni biologiche e due presidi Slow Food di pregio quale il Cece nero della Murgia Carsica e la Fava di Carpino. Senza dimenticare la Cicerchia di Gravina, il Fagiolo dei monti Dauni meridionali, la Fava di Zollino, la Lenticchia gialla di Altamura, il Pisello riccio di Sannicola e molti altri legumi di cui vogliamo raccontarvi e invogliarvi a gustare e che sono nominati nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali pubblicato nel supplemento 43 della Gazzetta Ufficiale n°168 del 22 luglio 2015.

Anche in questo caso, sarà difficile scegliere da quale prodotto iniziare poiché in ogni stagione, sia freschi che secchi, sono gli ingredienti fondamentali di piatti deliziosi. Inoltre, proprio quest’anno, siamo fortemente motivati a coinvolgervi nella conoscenza di questi prodotti agroalimentari così importanti. Il perché è presto detto.

Con la Risoluzione 68/231, nel dicembre 2013, la 68esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2016 l’Anno Internazionale dei legumi (IYP). L’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura delle Nazioni Unite (FAO) è stata incaricata di facilitare l’attuazione delle iniziative, degli eventi e dei programmi correlati in collaborazione con i governi, le organizzazioni interessate, le organizzazioni non governative e tutti gli altri soggetti interessati.

Il IYP 2016 ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui benefici nutrizionali dei legumi come parte di una produzione alimentare sostenibile finalizzata alla sicurezza alimentare e alla nutrizione. L’Anno è un’opportunità unica per incrementare il consumo dei legumi, incoraggiare un’ulteriore produzione globale, utilizzare al meglio la rotazione delle colture e affrontare le sfide nel commercio di queste fonti preziose di proteine.

Il 19 aprile 2016 si è svolto a Roma l’evento intitolato “Soils and pulses; symbiosis for life” (Suoli e legumi – simbiosi per la vita, NdT) con la sponsorizzazione della Rappresentanza permanente d’Italia presso la FAO, guidata dall’Ambasciatore Pierfrancesco Sacco, da Bioversity International e dalla FAO stessa, che hanno messo in risalto il forte legame tra l’Anno Internazionale dei Legumi 2016 e l’Agenda dello Sviluppo Sostenibile 2030.

 

"I legumi sono ricchi in micronutrienti e vitamine del gruppo B i quali svolgono un ruolo fondamentale per una corretta alimentazione e per la salute."
“I legumi sono ricchi in micronutrienti e vitamine del gruppo B i quali svolgono un ruolo fondamentale per una corretta alimentazione e per la salute.”

Durante l’evento, Wafaa El-Khoury, specialista del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), ha affermato che il ruolo dei piccoli produttori richiede particolare attenzione, soprattutto in un’epoca nella quale sistemi alimentari e catene di approvvigionamento sono sempre più interconnesse. Senza misure a loro sostegno, un aumento di produzione dal solo lato delle grandi imprese agricole, potrebbe spingere i piccoli produttori ai margini.

L’Anno Internazionale dei legumi offre l’opportunità per affrontare temi di grande rilievo per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile – che includono la sconfitta della fame, promuovere la salute e assicurare a tutti accesso all’acqua pulita – ha affermato Andrea Olivero, chiudendo l’evento. “Sia i consumatori che i produttori trarranno beneficio dalla disponibilità di maggiori informazioni” ha concluso.

I legumi sono una fonte vitale di proteine ​​di origine vegetale e aminoacidi per le persone in tutto il mondo e dovrebbero essere consumati come parte di una dieta sana per affrontare l’obesità, nonché per prevenire e aiutare a gestire malattie croniche come il diabete, le patologie coronariche e il cancro; ma sono anche una fonte importante di proteine di origine vegetale ​​per gli animali. Senza dimenticare che sono economici ed eco-sostenibili perché in fase di coltivazione richiedono poca acqua e poco fertilizzante poiché fissano notevoli quantità di azoto nel terreno e sono completamente privi di glutine.

No’ mm’sckèm’ li skòrz’ k’i fèf’
ovvero
No miscam le scuercel cu le fav

Aleksandra Semitaio

(Fonti per la redazione del testo il sito FAO e il sito delle Nazioni Unite)

SHARE
Scienze, tecnologia, alimentazione, content marketing e social media sono le mie passioni. Suggestioni e progetti il mio motto. La cultura digitale non è tutto, ma la punteggiatura corretta è fondamentale. Se volete davvero commuovermi mostratemi un'astronave sullo sfondo degli anelli di Saturno o una burrata fresca di caseificio; non necessariamente in quest'ordine.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY