Frisella, tempo…d’estate!

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Se non è zuppa, è pan bagnato. Ma in Puglia non è poi così vero, anche perché ci riserviamo sempre una terza opzione: la frisella.
Alimento povero e tradizionale, leggero e saporito, caldo di sole, fresco e profumato d’origano.

Tarallo di grano duro oppure orzo, ciambella salata croccante, sorta di pane biscottato; in fondo però non è niente di tutto questo, perché la frisella non si può descrivere, si può solo mangiare e farsene un’idea esclusivamente personale e inattaccabile.

Detta anche fresedda, frisedda, frisa, fresella, non è sempre e solo rotonda, a volte anche di forma allungata, di farina bianca, di farina integrale, di orzo, alta o sottile, piccolina e delicata, lunga più di un palmo di mano; dalla Puglia alla Calabria, passando anche dalla Basilicata e dalla Campania.

In Puglia prevale l’uso del grano duro o dell’orzo per l’impasto tipico salentino e la forma rotonda, anche se le dimensioni possono variare. È un pasto antico la frisella, pane cotto in forno due volte, in effetti, per conservarsi più a lungo; si narra che fosse il cibo preferito dai pescatori che solevano bagnarla nell’acqua di mare e condirla con del pomodoro spremuto per un pasto veloce e saziante mentre pescavano. È stata anche il cibo dei crociati e la forma a ciambella serviva a favorirne il trasporto in guisa di collane.

Ognuno ha il suo modo di mangiarla e, mettendo da parte usi non convenzionali come l’inzuppo nel tè caldo pomeridiano, la questione fondamentale che fa la differenza fra una frisella e la pappa col pomodoro è la quantità d’acqua da usare per bagnarla; noi di GustoNews ci sentiamo di darvi un unico consiglio: se è di farina bianca, bagnatela poco e velocemente, altrimenti si “sponza”, non immergetela nell’acqua. Se, invece, è di scuro grano duro oppure di orzo, potete osare l’immersione completa.
Oltre, c’è solo l’esperienza di anni e il gusto personale.

Ricetta “l’estate sta arrivando”

  • Sole q.b.
  • Spiaggia un metro quadro minimo
  • Ombrellone
  • Sdraio di tela a righe
  • Una frisella (anche due)
  • Acqua fresca q.b.
  • Sale, un bel pizzico
  • Pomodori secondo il vostro personalissimo gusto, ma ricordatevi che la tradizione richiede di spremerli schizzando sugo e semi sulla maglietta
  • Olio extra vergine di oliva abbastanza, magari pure un po’ di più
  • Origano due pizzichi per i teneri di cuore, tre per gli amanti appassionati.

Dimenticatevi i pranzi luculliani e rumorosi, la peperonata a colazione e l’insalata di riso coi wurstel.
Sentite il profumo, masticate lentamente e poi decidete se farvi un pisolino oppure tuffarvi nel mare cristallino.

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Scienze, tecnologia, alimentazione, content marketing e social media sono le mie passioni. Suggestioni e progetti il mio motto. La cultura digitale non è tutto, ma la punteggiatura corretta è fondamentale. Se volete davvero commuovermi mostratemi un'astronave sullo sfondo degli anelli di Saturno o una burrata fresca di caseificio; non necessariamente in quest'ordine.

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