Sicilia, territorio (di)vino

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La Sicilia, terra di storia, di mito e di grandi emozioni.

La più grande isola del Mediterraneo include, in uno spazio relativamente piccolo, i climi più vari. Dalla neve sull’estrema vetta dell’Etna alla vegetazione africana sulle coste.

Durante l’estate i forti calori sono temperati dalle brezze marine e al difetto di piogge supplisce la caduta di abbondanti rugiade. Assai varie sono la giacitura, l’esposizione e l’elevazione, tanto che in Sicilia si possono ritrovare tutti i tipi di vino che il consumatore richiede.

La vite nell’isola ritrova infatti condizioni naturali favorevolissime, grazie al clima generalmente asciutto, specie da aprile ad agosto, migliore garanzia contro le malattie crittogamiche.

Ogni angolo della Sicilia produce vini che, nonostante derivino dalla stessa varietà, hanno un carattere completamente diverso.
Il legame tra vino e territorio è dunque il punto cruciale della comunicazione, perché vendere il territorio insieme al prodotto consente di rendere quello stesso prodotto unico e irriproducibile.

Negli ultimi vent’anni, il consumo di vino ha compiuto un’evoluzione radicale e mostra segnali di forte crescita nelle regioni non produttrici, che tuttavia corrispondono a quantitativi ancora piuttosto contenuti in valori assoluti; allo stesso tempo si va sempre più affermando il consumo di vino finalizzato al godimento personale e alle soddisfazioni di un piacere, con un incremento consistente, nei diversi mercati internazionali, legato al territorio e preferibilmente ottenuto da uve di vitigni autoctoni.

La Sicilia ha una superficie vitata di 138.000 ettari pari al 17,35% della superficie nazionale, e produce circa 9 milioni di quintali di uve da vino, a fronte di una produzione nazionale di 61 milioni di quintali. Le superfici vitate sono fortemente squilibrate nelle nove province siciliane, a tutto vantaggio della Sicilia occidentale.

La provincia con la maggiore superficie e produzione di uve da vino è la quella di Trapani, pari al 47% dell’intera regione. Seguono nell’ordine la provincia di Palermo, Agrigento, Caltanissetta, Messina, Catania, Ragusa, Siracusa ed Enna.

Il livello qualitativo dei migliori vini siciliani è oggi molto alto. L’introduzione dei vitigni internazionali (Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Merlot, Syrah) che permette eccellenti vinaggi con vitigni autoctoni in parte riscoperti (Inzolia, Grillo, Catarratto, Nero d’Avola, Frappato, Nerello Mascalese) e le sperimentazioni fatte in vigna e in cantina, hanno reso possibile la produzione di grandi vini in tutte le principali aree vitivinicole della regione.

Le DOC riconosciute, legate alla peculiarità del territorio sono attualmente 20: Alcamo, Cerasuolo di Vittoria, Contea di Sclafani, Contessa Entellina, Delia Nivolelli, Eloro, Erice, Etna, Malvasia della Lipari, Marsala, Menfi, Monreale, Moscato di Noto, Moscato di Pantelleria e Moscato di Siracusa. La DOC storica in Sicilia è rappresentata dall’Etna riconosciuta nel lontano 1968 e la più recente è la Erice riconosciuta nel novembre 2004.

Il futuro di questa splendida terra non può, e non deve essere altro che (di)vino.

Simona Giannone

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La redazione di Gusto News

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