Vino nei paesi dell’Est, un mercato ancora “vergine” su cui investire

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Sono vicini, alcuni fanno parte dell’Ue, le potenzialità di aprire il mercato enologico ci sono, è arrivato il momento di esportare vino nei Paesi emergenti dell’Est europeo

Sono vicini, alcuni fanno parte dell’Ue, le potenzialità di aprire il mercato enologico ci sono, è arrivato il momento di esportare vino nei Paesi emergenti dell’Est europeo. Ragioni, potenzialità, canali distributivi, importatori, fiere di settore nei Paesi dell’Est (Lettonia, Lituania, Estonia e Bielorussia) sono stati uno dei focus di wine2wine, che si è concluso lo scorso 3 dicembre a Veronafiere dopo due giorni di intensi lavori.

In questi Paesi il consumo pro capite è ancora basso, (si va dai 4,4 litri della Bielorussia ai 12,2 dell’Estonia), ma l’interesse per il vino è dimostrato dalla presenza di riviste e fiere specializzate, oltre che da un certo numero di importatori (130 in Lituania dei quali 25 distributori, 170 di cui 30 distributori in Lettonia, 200 di cui 25 distributori in Estonia e 80 in Bielorussia). La vendita al consumatore è fatta quasi completamente sul canale off-trade e le catene della distribuzione organizzata vanno direttamente alla fonte per approvvigionarsi.

I numeri sono modesti e la semplicità burocratica dovuta all’appartenenza all’Ue di Lituania, Estonia e Lettonia possono essere interessanti per le piccole cantine. Per penetrare il mercato in un’ottica di lungo periodo, occorre investire in conoscenza, facendo formazione sui vini italiani sia tra le figure professionali, che tra i consumatori.

I numeri del vino italiano in Bielorussia, Lituania, Estonia e Lettonia
Import 2014 – Bielorussia 1.178.180 euro per 744.680 litri; 16.746.384 euro per 14.682.44 litri; Estonia 11.293.325 euro per 3.203.147 litri; Lettonia 39.434.123 euro per 9.976.083 litri.

c.s

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La redazione di Gusto News

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