Metti una domenica dal Barone di Villagrande

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Domenica 5 giugno noi di Gusto News siamo stati invitati a Milo per partecipare ad una degustazione guidata organizzata presso l’azienda agricola Barone di Villagrande.

Ad accoglierci, oltre alla proprietà e allo staff dell’azienda, i grandi vini dell’Etna abbinati ai piatti di due chef d’eccezione, la giovane e brillante Giulia Carpino e l’esperto Carlo Sichel, proprietario del ristorante il Carato a Catania.

Una tenuta mastodontica, alle pendici dell’Etna, in grado di trasmettere già solo attraverso il respiro della fresca aria di collina una sensazione di appagamento e serenità alla quale viene naturale accompagnare quella compiacente e voluttuosa di un buon vino.

Un Etna Rosato ricco di brio è stato il primo approccio consigliato dal bravo sommelier Emanuele, durante la degustazione di pane e olio di oliva Nocellara etnea; a seguire le prime opere di Giulia Carpino e Carlo Sichel, due finger food diversi e complementari: un’arancinetta all’Etna Rosso su letto di fonduta di pecorino e un Bloody Mary destrutturato, con una sorta di grappa solidificata al basilico.

Una volta seduti a tavola, siamo stati letteralmente investiti dalla fantasia e dalla bravura tecnica dei due chef; in particolare, l’antipasto affidato a Carlo Sichel era a base di seppia con tocchetti di tonno, adagiata su un “assoluto” di mandorla con il suo nero, annaffiata da un cru Etna Bianco Superiore Doc. Nulla da dire sul piatto, a parte forse una predominanza del gusto del nero di seppia che ha ridotto la piacevolezza della mandorla. Ottimo il vino del 2012, un bianco strutturato, intenso, dalla giusta acidità, dalla cui etichetta traspare tutto lo spirito dell’azienda: la potenza del vulcano e l’amore dei titolari, Barbara e Marco, che si prendono per mano in una danza allegra e frenetica.

Un primo importante, sostanzioso e ricco di gusto è invece quello scelto da Giulia Carpino, una lasagnetta bianca al ragù di coniglio su crema di cavolo “trunzo” di Aci. Un sapore intenso ma non aggressivo, acuito dalla presenza molto apprezzata della caciotta dell’Etna. In abbinamento un Etna Bianco “base”, più giovane e per questo meno presente ma con una componente acida perfettamente “utile” ad accompagnare un ragù così particolare.

Il secondo piatto, di nuovo merito di Carlo Sichel, era invece uno splendido incontro tra filetti di maialino leggermente affumicati, cotti sotto vuoto ad una temperatura soft di 57°-60° ed una crema di patate condita con pomodoro alla pizzaiola. Abbinato ovviamente un possente Etna Rosso, blend all’80% di Nerello Mascalese e al 20% di Mantellato e Cappuccio.
Un filetto cotto alla perfezione, tenerissimo, appena affumicato e perfettamente arricchito dal mix di patate e pizzaiola. Una leccornia che i forti tannini dell’Etna Rosso contribuivano ad esaltare alla perfezione.

Per finire il dolce a sorpresa di Giulia, una crema di melanzane dolce servita tra due dischi di pan di spagna glassati al cioccolato con un pomodorino caramellato. Ottima la crema, forse un po’ troppo “scarica” la consistenza generale del dolce, al quale una leggera croccantezza in più, data magari da una frolla, non avrebbe guastato. Tocco di classe finale per l’abbinamento del vino, con una incredibile Malvasia delle Lipari Doc del 2011, dal grado zuccherino leggermente più basso della media e per questo, se possibile, ancora più piacevole.

Una giornata comunque memorabile all’insegna della qualità in ogni settore a cominciare da quello più importante in assoluto nella ristorazione, e cioè la gentilezza e il calore nell’accogliere i propri ospiti.

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Direttore responsabile di Gusto News

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