Il fascino intramontabile delle guide enogastronomiche nell’era di Tripadvisor

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Soltanto pochi giorni fa abbiamo assistito alla presentazione di due attese guide alla ristorazione e ai vini d’Italia, quella de L’Espresso e quella, famosissima, del Gambero Rosso.

Tra cappelli, forchette e menzioni speciali, queste bibbie per buongustai (insieme ad altre anche internazionali, come quella storica Michelin) scandiscono da anni le “stagioni gastronomiche” italiane, riempiendo di orgoglio i promossi e provocando nei rimandati e soprattutto nei bocciati sentimenti di delusione, rivalsa se non, in certi casi, anche frustrazione e rabbia.

Risultati immagini per guida gambero rosso 2017

Come mai però nell’era di internet, del web 2.0 o addirittura 3.0, nell’epoca cioè dello strapotere di Tripadvisor il fascino delle guide cartacee rimane sostanzialmente immutato?

Certamente, il primo motivo che viene in mente riguarda un elemento che né Tripadvisor né la stragrande maggioranza di siti e blog enogastronomici oggi online può ancora vantare e cioè l’autorevolezza e il prestigio degli autori e degli editori delle citate guide. Anni di esperienza diretta sul campo, un nome da tutelare e da poter spendere come garanzia di imparzialità trasformano queste opere in ultimo baluardo di professionalità per una categoria, quella dei critici e dei giornalisti gastronomici, mai del tutto gratificata ma soprattutto diventano una tutela per i poveri ristoratori, ridotti spesso da Tripadvisor a “carne da stellette”.

C’è poi il secondo, fondamentale motivo: i pareri delle guide vengono tutti da esperienze dirette, reali e verificabili dei critici, impossibile quindi creare ad hoc giudizi negativi inventati o travisati per un qualunque motivo, escludendo così qualche ristorante per motivi ingiustificati. Le guide cioè non sono manipolabili, se non nel limite della buona fede degli autori. Sulla quale ovviamente non c’è assolutamente da discutere.

Infine, le guide mantengono il fascino della consultazione tattile, quel “quid” in più che ha impedito ad esempio il pensionamento dei libri in favore degli e-book: i testi cartacei profumano, hanno bei colori e si toccano, proprio come un buon piatto. E scusate se è poco.

Il metodo Tripadivisor, basato cioè sul feedback incontrollato degli utenti di massa, è destinato inesorabilmente a cambiare nel tempo una volta che saranno rese note le inevitabili e ormai acclarate distorsioni che questo sistema sta producendo nell’ambito della ristorazione italiana.

Categorie non omogenee, giudizi non omogenei e quindi inaffidabili, la piaga delle false recensioni e delle pseudo-agenzie che offrono pacchetti di giudizi positivi dietro corrispettivo in denaro, i tentativi di estorsione di clienti senza scrupoli che poi scaturiscono in vendette (“fammi uno sconto altrimenti ti do un brutto voto!”) e in generale un giudizio dato più per “trascinamento” di quelli altrui che per effettiva consapevolezza della qualità (o della scarsa qualità) di un locale stanno pian piano trasformando Tripadvisor e i siti simili da totem inoppugnabili a meri strumenti di ricerca immediata online e confronto spicciolo, abbandonando poi subito dopo l’app e i suoi giudizi sommari per confrontarsi in forum o gruppi social creati da appassionati con più competenza o esperienza.

Risultati immagini per guida espresso 2017

Ci si fida sempre meno di Tripadivisor, soprattutto delle sole stellette, perché il divario tra esperienze vissute dal vivo e il giudizio di un utente inesperto può a volte essere abissale; solo chi ha sufficiente preparazione, competenza e soprattutto esperienza può davvero essere utile nel giudicare oggettivamente un ristorante. E solo in quest’ultimo caso non ci si dimentica mai che dietro una sala e una cucina esiste il lavoro duro e faticoso di uno staff, in ogni caso sempre e comunque da rispettare. In tutti gli altri casi le persone esprimono gusti personali rispettabili ma dal valore tecnico-statistico sostanzialmente nullo.

Insomma il dogma di Tripadvisor non può più continuare così come lo abbiamo conosciuto e già molti ristoratori se ne stanno rendendo conto, liberandosi dalla schiavitù delle stellette grazie a precise indicazioni all’ingresso del locale: “Questo locale NON accetta recensioni su Tripadivisor“. Un messaggio inutile per certi versi (le recensioni si possono ovviamente lasciare comunque) ma indispensabile per segnalare comunque la “rottura delle catene” del sistema: “lasciatela pure la recensione, a noi non importa!

In attesa che la nostra piccola guida ai locali realizzata con i “mestoli” acquisisca il necessario spessore e la giusta autorevolezza, è giusto in ogni caso fare i complimenti a tutti i ristoranti e le trattorie protagoniste del 2017, a partire dal numero uno, Massimo Bottura. A tutti gli altri in bocca al lupo, a voi che leggete invece…buon appetito!

 

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Direttore responsabile di Gusto News