Hops Beer & Food Siracusa

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Nonostante tendenze etiche (rispettabili) miste a presunti salutismi modaioli (molto meno rispettabili) facciano spuntare come funghi ristoranti e locali prettamente vegetariani o addirittura vegani un po’ ovunque, in Sicilia, precisamente a Siracusa, c’è ancora il tempo per creare una nuova steak house, dove la carne di qualità regna sovrana e dove alle mode si preferisce, senza ombra di dubbio, il gusto. Sarà stata una scelta saggia? Vedremo di rispondere insieme a questa domanda.

The Dark Side of the Food
Ci perdonerete la citazione, ma entrando nei locali che ospitano Hops Beer & Food a Siracusa (da qui in poi semplicemente Hops) non possiamo non notare lo stile molto dark, elegantissimo e forse un po’ austero ma perfettamente equilibrato dagli arredi in legno scuro e dagli inserti in ferro, i cui incroci rinforzano la struttura senza tuttavia appesantirne l’aspetto. A prima vista l’impressione è quella di un pub anglosassone, ambientato però in una postmodernismo quasi steampunk. E se non fosse chiaro, la cosa ci è subito piaciuta molto.

Il menù
A livello di possibilità di scelta, il menù di Hops varia sostanzialmente tra hamburger, piatti di carne, fritture e insalate. Sembra poco a prima vista ma il gioco sta nel proporre, per ognuna di queste categorie, quasi ogni tipologia di variante, tanto che solo di burger in sostanza è possibile avere non meno di 10 tipi di carne diversa, da quelle più comuni fino ad arrivare al suino Patanegra o addirittura al bisonte. Anche per i piatti di carne si ha la stessa scelta mentre le insalate, partendo da 7 versioni possono ovviamente essere personalizzate a piacere.
Discorso a parte invece per le birre: sono ben 12 quelle alla spina tra cui scegliere, oltre a 4 versioni di Poretti a 10 luppoli in bottiglia, davvero non male per chi è appassionato. Vasta anche la disponibilità di superalcolici e cocktail.

Come abbiamo mangiato
La nostra serata è cominciata con una frittura di verdure pastellate la cui cottura era talmente perfetta, asciutta e croccante da lasciare praticamente pulita la carta assorbi-unto sulla quale era stata servita. Verdure che poi, tra l’altro, abbiamo scoperto essere preparate artigianalmente dallo staff di Hops e non dunque il solito prodotto surgelato. Inutile dire che al gusto la differenza si sentiva, e pure tanto.
Il tour degli assaggi è proseguito con l’Hops Daniel, un piatto di filetti di pollo con salvia e prosciutto crudo San Daniele, serviti con carpaccio di funghi freschi. La delicatezza e l’equilibrio del piatto non ne sminuiva in alcun modo il gusto, perfettamente bilanciato grazie alla dolcezza del crudo e alla sapidità della salvia. Tenerissimo il pollo, eccezionale anche il carpaccio di funghi e rucola di accompagnamento.
L’Hops Chicken, arrivato dopo l’eleganza del piatto precedente, ci ha riportati un po’ sulla terra senza tuttavia scendere di qualità: il pollo fritto infatti, pur aromatizzato e ovviamente ben cucinato, resta sempre pollo fritto, se poi è pure di ottima qualità si spara praticamente sulla Croce Rossa. Da segnalare invece le tre salse maionese aromatizzate di accompagnamento, rispettivamente al timo, all’erba cipollina e al rosmarino, tutte molto gustose e azzeccate.
Le patatine Hops una volta arrivate in tavola hanno rotto il clima romantico, già parzialmente incrinato dall’ottimo pollo fritto, per introdurre nel nostro giro di assaggi della sana “ignoranza” alimentare da junk food: patate fritte con pancetta e cheddar infatti rappresentano l’emblema del cibo spazzatura anche se, tanto per cambiare, ancora una volta erano squisite! Tanto dannose quanto squisite, verrebbe da dire…
Ci ha pensato per fortuna l’Hopsburger Piemontese a riportare gli standard alimentari a livelli accettabili per i nostri non più giovanissimi fegati: 200 grammi di hamburger di Fassona Piemontese, una preziosa crosta di parmigiano, salsa BBQ, cipolla lunga, carpaccio di funghi freschi, maionese all’erba cipollina (già vista e apprezzata poco sopra), rucola e pomodoro perfettamente combinati per un panino quasi signorile, se non fosse per le dimensioni imponenti. Anche stavolta la prova ci è sembrata ampiamente superata.
Abbiamo concluso la parte salata delle degustazioni con un inevitabile mix di carni grigliate, nello specifico si trattava di una sorta di torretta con alla base una entrecote di bovino piemontese, le pareti di salsiccia di suino nero dei Nebrodi e la copertura di petto di pollo, il tutto accompagnato da verdure grigliate, pancetta croccante e mezza patata farcita.
La prova della qualità alla fine sta nelle cose semplici: quando l’entrecote è talmente tenera che si taglia con la forchetta, il gusto della salsiccia ti esplode letteralmente nel palato e il petto di pollo non ricorda minimamente la stopposità di quello che tristemente prepariamo in casa, allora sì che abbiamo raggiunto l’apice della qualità.
Il dolce finale è stato un classico cannolo scomposto, con una crema di ricotta forse troppo raffinata (ma si tratta di gusti personali) ma soprattutto arricchita da un po’ troppa cannella, indispensabile nei cannoli per esaltare il gusto della ricotta ma non per coprirlo. La crosta invece era perfetta.
Molto apprezzate anche la birra rossa e la bionda scelte per accompagnare la cena.

Conclusioni
La risposta alla nostra domanda dunque non può che essere positiva: quando si apre un locale dove al primo posto c’è la qualità, inseguita quasi maniacalmente anche per cibi tradizionalmente più “di massa” (vedi fritture varie) la scelta è sempre saggia.
Arricchire una città dalla vocazione turistica di un locale con questi standard diventa un bene per tutti; la speranza è che la filosofia resti immutata nel tempo, evitando in futuro di scendere a compromessi per ottimizzare i guadagni.

In media pago: dalle 15 alle 30 euro a persona

Pro

  • Carni di ottima qualità
  • Buon rapporto qualità/prezzo
  • Vasta scelta di birre

Contro

  • Se non si apprezza la carne la scelta diventa limitatissima
  • Dolce buono, ma non all’altezza del salato
  • Occhio al junk food: è molto gustoso ma ipercalorico e ipercolesterolico

Voto finale: 4/5 mestoli

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La redazione di Gusto News